mercoledì 30 giugno 2010

ARTE AL LIVE TEA HOUSE

Mostra d'arte in omaggio al poeta Carlo Francavilla (1916-1986), cantore aulico de "Le Terre della Sete".
Vernissage giovedì 15 luglio 2010 alle ore 20.00 presso la galleria "Live Tea House" centro commerciale via Putignano, 92 Castellana Grotte.


Inaugurerà: il Sindaco di Castellana Grotte Francesco Tricase.
Presenterà: il critico d’arte Lello Spinelli.
Seguirà una lettura poetica della scrittrice Anna Sciacovelli.

Esporranno: Leonardo Basile - Giuseppe Cantatore - Paola Convertino - Umberto Colapinto - Berardino Del Bene - Pasquale Del Carmelo - Roberto Fatiguso - Fabio Fiorese - Nadia Lolletti - Enza Luiso - Rosa Marigliano - Antonio Ubaldino

locandina della mostra

Lello Spinelli e le ragioni di questa mostra

"Anche la Puglia continua ancora a produrre dalle sue antiche radici fertili semi che in altro terreno fruttificano in pieno rigoglio ma in essa, provincia di Bari compresa, vengono purtroppo sempre più a mancare le condizioni essenziali per un prospero sviluppo.
Oggi più di ieri, con la recente "manovra economica", sul mondo della cultura incide ed inciderà la non lieve depressione che, investendo le stesse strutture sociali, esacerbano in ogni campo le contraddizioni, accrescendo il malessere e, con esso, i sintomi stessi di ripiegamento e stanchezza dei giovani.
In questi tempi di magra, purtroppo, la miopia e la tracotanza di alcuni amministratori, specie del Sud Italia, continuano a privilegiare "Sagre, Sagrette, e Notti Bianche" spendendo e facendo spendere ai privati fior di quattrini dimostrando così il loro scarso - o addirittura non - interesse per la cultura e l’arte con le quali necessariamente si dovrebbero fare i conti per la crescita civile e sociale di una qualsiasi collettività.
Occorre, e lo abbiamo sempre detto, una linea di politica culturale da parte degli amministratori della cosa pubblica per dar vita all’attivazione di ogni risorsa e di ogni riserva intellettuale anche della periferia che possa consentire l’esaltazione di energie latenti in una continua compenetrazione e in una libera dialettica.
La presente mostra dedicata all’amico carissimo poeta Carlo Francavilla, cantore aulico de "Le terre della sete", non va letta come "la solita campionatura" ma come aggregazione di tendenze diverse intesa ad avviare, nostro tramite, un dialogo frontale paritetico aperto con il fruitore e teso a recuperare lo stesso"originario" culturale e "primario" antropologico di ciascun espositore.
Questa prima mostra di dodici artisti assiemati da Livia Ventrella nella nuova sala espositiva del "Live Tea House", al Centro Commerciale di via Putignano. in Castellana Grotte, vuol anche e soprattutto essere occasione per ritrovare quel tipico potere lirico di conoscenza e di progetto del mondo differente da quello il cosiddetto politico-economico senza "cannibalismo estremo" che, a nostro avviso, è il riflesso culturale dell’informale processo di produzione-consumazione della stessa arte fatta oggetto.
In questa mostra il fruitore avrà modo di trovarsi, appunto, di fronte a diverse"campionature" di artisti che continuano a fruttificare ed a rinnovarsi nel linguaggio e nella tematica anche in queste "terre della sete" dei cari amici Carlo Francavilla e Maria Miccolis in una libera dialettica ricca di inedite soluzioni.
Segno, colore, struttura formale, apertura semantica e penso al barese Leonardo Basile che continua a scavalcare i rovelli che lacerano il tessuto della cultura figurativa, si fondono in una tensione carica di energia vitale o costituiscono una "narrazione" sospesa e come bloccata dello stesso paesaggio in una "presenza/assenza" che condensano esperienze, avventure e ricerche diverse." - Lello Spinelli, giornalista e critico d'arte.


La mostra rimarrà aperta dalle ore 17.00 alle 21.00 a tutto il 25 luglio 2010

sabato 26 giugno 2010

KELLY ELLSWORTH e JEAN-AUGUSTE-DOMINIQUE INGRES

Le Opere di Kelly Ellsworth e Dominique Ingres a Villa Medici in Roma sede dell’ Accademia di Francia. Fino al 26 settembre 2010.


E' questa una di quelle mostre che è necessario visitare personalmente per capirne il senso. Già, perchè quando ti si dice che a Villa Medici a Roma ci sono Opere del grande artista americano Ellsworth Kelly esposte insieme a quelle dell'altrettanto grande artista francese Dominique Ingres (tra l'altro prima stagista e poi direttore dell'Accademia di Francia), il senso, un pò ti sfugge, non riesci a trovarlo. Allora , la curiosità ti prende, ti coinvolge e quindi....a Roma!

La mostra è stata curata congiuntamente da Ellsworth Kelly ed Éric de Chassey, direttore dell’Accademia di Francia a Roma, già curatore di diverse mostre su questo artista, tra cui « Henri Matisse–Ellsworth Kelly.Dessins de plantes » (tenutasi nel 2002 al Musée national d’art moderne, al Centre Pompidou e al Saint Louis Art Museum, in collaborazione con Rémi Labrusse), e si sviluppa in quattro delle sale del monumentale contenitore. Già nella prima sala, dove troviamo esposti tre ritratti di Ingres (tra cui quello di Jean-Baptiste Desdéban realizzato proprio a Villa Medici nel periodo del suo mandato) e i due pannelli sovrapposti di Blue Curves di Ellsworth Kelly, possiamo cogliere gli elementi comuni, soprattutto le ampie stesure di colore, presenti nei dipinti dei due artisti, nonostante la distanza epocale e stilistica. Nelle altre tre sale prosegue la mostra con la recentissima serie Curves dell'artista americano: composizioni quasi identiche, che si differenziano solo per i colori, messe a confronto e con una selezione di disegni di entrambi gli artisti.

Fonte: ARTE & leonardo basile

giovedì 24 giugno 2010

“POST SCRIPTUM” DI ALFREDO RAPETTI

E' stata inaugurata questa sera alle ore 19 presso la Sala Murat di Bari “Post Scriptum”, la mostra personale di Alfredo Rapetti, organizzata in collaborazione con l’Assessorato alle Culture e con il patrocinio del Comune di Bari.Fino al 6 luglio.

Alfredo Rapetti, docente presso il Centro Europeo di Toscolano e nelle Università dell’Immagine di Milano e New York, ha progettato questa mostra in funzione dell’esposizione nella Sala Murat: quattordici le tele, 180x120 cm, che dialogano con lo spazio austero ed essenziale dell’architettura dell’antico mercato. Sulle superfici delle tele parole e immagini non fanno più parte di un codice, ma appaiono come un meta-testo in cui i germi della scrittura vanno da un estremo di rarefazione all’ipertrofia della moltiplicazione. La scrittura perde di vista il suo significato immediato e diventa cultura, il simbolo di una storia culturale che partendo dal territorio circoscritto del vissuto dell’artista si estende a mostrarne la fittissima interrelazione col genere umano.

alfredo rapettiIl senso dell’invito al dialogo offerto dal lavoro di Alfredo Rapetti sta proprio nella spinta a trovare una piattaforma comune che faciliti il gioco del confronto e che possa elevarsi oltre la Babele dei linguaggi, le miserie dei piccoli tornaconti quotidiani e gli steccati delle ideologie, per trovare il senso di un progetto concreto che parli una sorta di lingua franca comprensibile a tutti.

L’arte realizza così la sua più antica utopia, quella di fondare un territorio vergine, metalinguistico, dove instaurare un canale di comunicazione privilegiato in quanto non viziato dai molteplici accidenti del quotidiano, un luogo dalla cristallina trasparenza che possa essere fonte di stimolo e di suggerimento in direzione del benessere della collettività.

Rapetti, classe ’61, fin da giovanissimo è introdotto dal nonno materno, Alfredo De Pedrini, presidente dell'Associazione Arti Grafiche, nell’ambiente artistico milanese dove si forma alla scuola del Fumetto e matura la sua passione per la pittura.
Numerose sono state le mostre personali e collettive che lo hanno visto protagonista. Il suo curriculum annovera mostre personali alla Fondazione KMG di Berlino; alla Fondazione Ideazione di Roma; a Villa Olmo di Como; all'Albergo delle Povere di Palermo; alla Certosa di San Lorenzo di Padula; alla Galleria Maretti di Montecarlo e alla Ca' D'oro di Roma. Fra le collettive si ricordano: Grand Palais di Parigi; MAR'S di Mosca; Palazzo Strozzi a Firenze; Museo per l'Arte Straniera di Riga; Salone D'Autunno a Parigi; Museo Permanente di Milano; Biennale di Venezia 2007

domenica 20 giugno 2010

Le MEMORIES di RENATO SCIOLAN

MEMORIES, un viaggio pregno di passione nelle forme e nei colori di RENATO SCIOLAN

Fino al 28 giugno, nella Sala Dei Templari del Comune di Molfetta, è possibile visitare la personale dell’artista Renato Sciolan, dal titolo 'Memories', viaggio denso di passione nelle forme e nei colori.

renato sciolan

La totale familiarità che le sue opere hanno con la vita quotidiana è ciò che subito colpisce gli occhi.
Le opere di Renato Sciolan appaiono familiari perché sembrano "prelevate" direttamente dai nostri ricordi: le figure si stagliano in primo piano, quasi balzando fuori dalla tela, e sono descritte da tratti precisi ed essenziali, eppure, al tempo stesso, risultano cariche di particolari talmente ricchi di dettagli da assumere una dimensione plastica, in cui il colore gioca un ruolo di essenziale importanza.
È facile osservare queste tele, perché il rimando alle immagini già presenti nel ricordo collettivo è direttamente percepibile.
I protagonisti osservano i propri pensieri, contemplano l’orizzonte, giocano, ballano, suonano, si guardano l’un l’altro, dilatando il tempo con le proprie azioni. In brevi parole, l’artista cattura quell’istante labile e indefinito per mezzo del quale questi elementi mostrano chiaramente di “essere” nella realtà.
Un’eleganza fatta di bianchi candidi, striati di luce, circondati da colori che vanno dai pastello ai toni più accesi, questi i sono i modi di porsi.
Le linee morbide, sfumate o precise, conducono il fruitore nella descrizione di una scena di vita che palesemente si mostra nella sua chiarezza. Il suo è un trasporto emotivo che pone sul candore della tela, che si anima di luce, egli è in grado di saper descrivere nelle sue opere una scena al tempo stesso di vita e di sogno, che assume i toni del mondo immaginario e di quello reale. La gente e la sua storia, rileggerla e studiarla per capirne i valori e andare avanti con orizzonti sempre più aperti e costruttivi, analizzarla nei suoi aspetti contemporanei, affinché i frutti di un patrimonio antico e delle memorie non si vanifichino in un presente che, molto spesso, sfugge di mano, mentre si guarda al passato o si punta al futuro.
Artista di grande sensibilità, Sciolan colpisce dunque con umana semplicità.


Nato a Bari, nel 1950, dove attualmente vive e lavora. Discende da una delle più antiche famiglie circensi, ancora dodicenne si affiancò al mondo dell’arte studiando e sperimentando tecniche pittoriche e scultoriche, che si resero fondamentali per il prosieguo del proprio operato. Renato Sciolan non ha frequentato l’Istituto d’Arte, né ha conseguito titoli accademici e tanto meno ha frequentato studi di professionisti del campo artistico a cui attribuire la propria formazione artistica.
Egli ha avuto la perseveranza, giorno dopo giorno, ora dopo ora, di battersi, soffrire, lavorare con ritmo febbrile per cercare, scoprire, anticipare una verità che potesse diventare poesia. Nella sua pittura, le forme vengono disegnate dal colore, con vibrazioni di luce che testimoniano, una maturazione conquistata attraverso l’esercizio. Sensibilità, atmosfera, solarità: questi i mezzi di cui si giova per dare alle sue opere un valore di apparizione, di scoperta, di sensibilità “plein-air” sentito con il vero slancio creativo e significativo, in un abbandono romantico che è tenerezza, poesia delineata in termini impressionistici.

lunedì 14 giugno 2010

GINO MAROTTA e "L'incanto della savana"

Nuove opere a Roma presso "La Nuvola". L'inaugurazione mercoledì 16 giugno alle ore 18:30

Comunicato stampa
Si inaugura mercoledì 16 giugno, alle ore 18.30, la mostra ''L'incanto della Savana'' di Gino Marotta, figura centrale della scena artistica romana della seconda metà del XX secolo. In seguito alla retrospettiva al MACRO, Fabio Falsaperla e Nicoletta Maria Gargari presentano la seconda grande personale dell'artista, curata da Maurizio Calvesi e incentrata su una produzione inedita, progettata e realizzata ad-hoc per gli spazi della Galleria La Nuvola di Roma.

Nelle nuove opere, concepite con piatte lastre trasparenti, la natura è filtrata attraverso lo schermo di una tecnologia sempre più raffinata, proponendo un linguaggio fortemente legato alla contemporaneità. Lo spettatore è invitato a perdersi e meravigliarsi, come fosse il personaggio di una favola ambientata in una savana incantata. Le sfumature fluorescenti dei led colorati ci allontanano dalla realtà rendendo le figure più simili ad apparizioni, che impalpabili e delicate reagiscono alla luce rifrangendola nello spazio espositivo.



Il colore materico è qui totalmente sostituito da una dimensione fisica: la luce artificiale, nata dai led, colorata nel passaggio attraverso il metacrilato, fa da conduttore secondo un principio derivato dalle fibre ottiche ed è resa visibile nello scorrere lungo le linee incise dal laser.
Basta staccare la spina dalla presa e la lastra di metacrilato trasparente nasconde la sua vita precedente; si fa fatica a riconoscere i segni che un istante prima erano un'apparizione forte e piena di mistero.
Continua la ricerca di Marotta sull'evoluzione dello spazio e del tempo, nel tentativo di ''riordinare e rinominare gli archetipi su cui fondare nuove realtà". In questa occasione La Nuvola rende omaggio ad un artista che si proietta nel futuro, immergendo le sue figure primarie in programmi digitali, LED, laser e filtri colorati.




L'incanto della Savana
Dal 16 giugno al 20 luglio 2010
Galleria La Nuvola
via margutta 51/a - via margutta 62/a
Tel 06-36005158 - 06-3207734
info@gallerialanuvola.it
Ufficio Stampa: Arteefatti - Barbara Dicorato: press@gallerialanuvola.it

Catalogo: Christian Maretti editore
Sponsor: Casale del Giglio

venerdì 11 giugno 2010

"SMASH THE WALL DOWN" è Crazyone, Molinaro e Rotondi

La mostra "Smash The Wall Down", esibendo già nel titolo una chiara dichiarazione di intenti, si propone di attuare un modello espositivo “sovversivo” in cui tutti gli elementi concorrano a creare un movimento ideologico e critico svincolato dalle etichette e capace di rendersi autonomo e autosufficiente.

"Nell’intricato panorama dell’arte contemporanea - è la curatrice della rassegna a parlare , Francesca de Filippi - che vive oggi un tempo bizzarro in cui si mescolano i valori del concettualismo post-duchampiano, le evoluzioni estetiche di memoria pop, le contaminazioni della cultura post industriale a metà strada tra punk e cyber, ed infine i condizionamenti dell’evoluzione tecnologica, emerge l’urgenza, sociale e culturale, di modificare gli schemi precostituiti che sono a capo dei meccanismi convenzionali di produzione, divulgazione e fruizione dei linguaggi artistici. Negli ambiti più disparati della creatività si riconosce il seme rivoluzionario di una nuova coscienza che si fa strada tra gli addetti ai lavori e non solo: l’arte del presente si configura sempre più come un bisogno e un diritto collettivo, uno stimolo intellettuale e visivo, alternativo ai modelli offerti dalla società mortificata dalle ambigue deviazioni della globalizzazione e della comunicazione di massa.

THE WALL DOWN

Già in tempi non sospetti l’arte è uscita dai musei e dalle gallerie per dilagare nella quotidianità, infiltrandosi nei tessuti sociali e urbani delle città e divenendo essa stessa uno “spazio” fisico e mentale dirompente che, come una grande piattaforma interattiva, ha contribuito a codificare nuovi idiomi e innovativi sistemi di comunicazione visiva. Si pensi alle pratiche nate e sviluppatesi a partire dagli anni ‘70 della Land Art e della Performance, o a quelle più recenti della Street Art, che hanno rivoluzionato l’impianto etico ed estetico degli apparati irrigiditi sui modelli accademici e pertanto inadeguati ad accogliere i cambiamenti del tempo.
Oggi lo scarto tra il messaggio artistico e i sistemi di veicolazione tradizionali si fa ancora più ampio: non è solo l’artista a riconoscere la necessità di ridurre la distanza ideale tra l’opera e il pubblico, ma è tutto il sistema a prenderne coscienza, coinvolgendo così non solo i suoi attori principali ma anche i luoghi deputati. Se prima era l’arte a uscire per strada alla ricerca di un contatto più reale e meno convenzionale, ora sono gli stessi “contenitori” a proporsi come strumenti alternativi di divulgazione.

Sulla base di queste riflessioni nasce la mostra Smash The Wall Down che esibendo già nel titolo una chiara dichiarazione di intenti, si propone di attuare un modello espositivo “sovversivo” in cui tutti gli elementi concorrano a creare un movimento ideologico e critico svincolato dalle etichette e capace di rendersi autonomo e autosufficiente. La galleria si sveste del suo ruolo istituzionale e da ambiente preposto alla rispettosa fruizione si trasforma in uno “spazio pubblico” non convenzionale in cui l’arte libera il suo potenziale innovatore e provocatorio. L’allestimento, concepito come un momento di verifica e di incontro tra le riflessioni degli artisti, culminerà il giorno del vernissage in un vera e propria festa con tanto di musica “sparata a palla” che concorrerà a smantellare definitivamente la dimensione statica e auratica della fruizione dell’opera d’arte.

Angelo Crazyone, Dario Molinaro e Michael Rotondi sono gli artisti presenti che, accomunati da uno spirito intransigente derivato anche dalla giovane età, hanno sviluppato, ognuno con il proprio linguaggio, un percorso critico completo toccando tematiche politiche e sociali, ma anche letterarie e ideologiche. Il siciliano Crazyone, formatosi sulla sub-cultura dello Street Writing, si è confrontato questa volta sulla tela attraverso una tecnica che associa l’uso degli stencil ad una riproduzione geometrica e tridimensionale delle forme. Guardando con spirito ironico alle problematiche del presente, Crazyone propone una visione tagliente e a tratti esecrabile di alcuni simboli della società contemporanea. Il giovanissimo ed esordiente Dario Molinaro, affascinato dalla cultura pop e fumettistica, modella i suoi disegni a grafite sui grandi temi dell’attualità ma non solo: il suo è un linguaggio simbolico e visionario, contaminato in parte dalle influenze estetiche delle illustrazioni di epoca vittoriana e in parte da quelle più tipicamente appartenenti alla Street Art. In tal modo codifica un lessico visivo complesso che cortocircuita i canoni classici di percezione. Infine Michael Rotondi, già ampiamente confermato nella sua produzione “newbrow” di matrice pop/punk, propone una lettura caustica e pungente delle ideologie religiose che si fondono con la cultura popolare. Rinnovando il suo stile pittorico con una pennellata che ricerca una definizione del tratto e delle campiture di colore più vicina ai modi dell’illustrazione, Rotondi consolida la natura innovatrice della sua ricerca artistica."



Smash the wall down: Crazyone, Molinaro e Rotondi. Dall'undici giugno al 16 luglio 2010
Presso RIVAARTECONTEMPORANEA
Via Umberto I 32 (73100) - Lecce
+39 0832245933
danilo@rivaartecontemporanea.it
www.rivaartecontemporanea.it

giovedì 10 giugno 2010

Ellen Uzane Schneiderman at Dutch Kills Gallery

Un'importante mostra della giovane artista americana (nata nel 1982, Los Angeles, vive e lavora a Long Island City).

Ellen Uzane Schneiderman's mixed media works are influenced by systems that categorize species and specimens, macro and microbiological forms, and her own tendencies to organize, record, and contain. She is a sloppy scientist. As she embraces her obsessive instincts, she is also invested in exploring and revealing her own elegant mess.



In her paintings, nested rectangles of cut paper house globs of dried paint and create imperfect grids. Inked patterns are covered by poured acyclic mediums to become new images based on actions of chance. Chunks of paint and mixed color from her palette, often from past paintings (failed or realized), become collected sediment. Entangled painterly gestures are obstructed and revealed by dovetailed shapes. These involved processes and meticulous constructions are created with a deep consideration for the painting’s physical surface and materiality.

In addition, on view is a selection of new works by gallery artists.



Also, guest artists Rebecca Herman and Mark Schoffner will be exhibiting their work, Hunting Blinds.



Rebecca Herman and Mark Schoffner
Hunting Blinds, 2007

Hunting Blinds is a pair of 12-foot tall sculptures designed to scale the corners of the high concrete walls of the outdoor gallery space at the Black & White Gallery, Williamsburg. Hunting Blinds was inspired by the vernacular architecture used by hunters, but here it allowed for discreet observation of visitors in the Village Green Pillory. The imposing blinds use a naturalistic leaf pattern to mimic the forest. Transposed to a social urban setting, the camouflage instead announces a possible threat.




Dutch Kills Gallery
37-24 24th Street, Suite 402
Long Island City, NY 11101


website: dutchkillsgallery.com

lunedì 7 giugno 2010

ART SYMPOSIUM sul FARE ARTE

A San Miniato, in provincia di Pisa, si apre oggi "ART SYMPOSIUM SUL FARE ARTE" nel mondo contemporaneo.

Oggi 7 giugno, prende avvìo la prima edizione di Art Symposium, un progetto nato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato e da un'idea di Corrado Agricola per sostenere la collaborazione tra giovani artisti italiani e stranieri e valorizzare la molteplicità dei linguaggi d'arte contemporanea. Art Symposium è un vero e proprio laboratorio nel quale, dieci artisti provenienti da diversi paesi, sono ospitati per una settimana presso il Centro Studi I Cappuccini di San Miniato, per riflettere sul fare arte e sulle differenti poetiche del lavoro artistico nel mondo contemporaneo. Ognuno di essi è chiamato a sviluppare la propria esperienza creativa attraverso la realizzazione di un'opera e potrà incontrare il pubblico nel corso di visite e incontri, organizzati su appuntamento durante la settimana dell'iniziativa, dal 7 all'11 giugno. Le opere realizzate saranno donate alla Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato ed esposte in una mostra che si inaugurerà il 12 giugno p.v.



Vernissage: 12 giugno 2010, ore 18,00
Palazzo Inquilini via IV Novembre, 52 56028 San Miniato (PI)
La mostra sarà aperta fino al 26 giugno.
Visite e incontri con gli artisti presso il Centro Studi I Cappuccini, via Calenzano, 38 San Miniato Pisa, dal 7 al 11 giugno dalle ore 18 alle ore 19 su prenotazione: 0571 418216.
Il progetto è un'iniziativa della Cassa di Risparmio di San Miniato in collaborazione con Corrado Agricola.
Per informazioni: Sillabarte - Elisa Bonini, info@sillabarte.it 333 6729563

giovedì 3 giugno 2010

PINOCCHIA

"PINOCCHIA" - Venerdì 04 Giugno 2010 Adelfia Montrone Spettacolo teatrale con Alessia Matera, Valeria De Pasquale, Mina Albanese, Annalisa Quero, Roberta Cascione, Angela Borromeo e Rossella Calabria.Regia di Sara Leuzzi. Audio/luci Raffaele Zaccaria.

Lo spettacolo nasce dalla geniale penna di Stefano Benni, che ispirandosi liberamente alla nota favola di Collodi tratta il tema della bugia attraverso un critica divertente e pungente ai nostri tempi.



La globalizzazione, il mondo virtuale,i modelli televisivi: l'era della tecnologia anzichè avvicinare l'uomo lo inabissa nella solitudine piu' profonda fino al punto di annientare il mondo fantasticodi ognuno, oltre che quello reale.

Questa scoppiettante opera teatrale è un viaggio tra le paure di un Geppetto deluso e frustrato dalla vita vera che trova rifugio in quella virtuale e l'esuberanza di Pinocchia che, nata proprio in quel mondo virtuale cui il suo "babbino" anela, e' invece ansiosa di conoscere quello reale.

Avviene così che due emarginati della società ritrovino infine nella menzogna la loro comune natura originaria e la protezione da una società rapace e cinica.



INGRESSO LIBERO

Venerdì 4 giugno 2010
Ore 20.30
Auditorium ARS C.so UmbertoI 119
Adelfia (BA)
Info: 3404169312
WEB http://compagniadelmulino.blogspot.com/

mercoledì 2 giugno 2010

AMBRA PER AGAMENNONE

Indigeni e Micenei tra Adriatico, Ionio ed Egeo
Bari, Palazzo Simi e Museo civico - Fino al 16 ottobre 2010


maschera di agamennone La mostra prende le mosse dai regni micenei e dagli esperti naviganti che affrontando lunghi viaggi per mare esplorano il Mediterraneo alla ricerca di materie prime, dall'Egeo attraverso Ionio e Adriatico, anche per intercettare quei circuiti di scambio di beni "esotici" ambiti dalle ricche società micenee, come la via adriatica dell'ambra baltica.

Il tema sviluppato nella mostra è quello degli antichi rapporti commerciali tra 2000 e 1000 a.C. tra Puglia e Mediterraneo orientale, in particolare con i regni micenei affacciati sull'Egeo, interessati alle rotte ionica e adriatica anche alla ricerca di materie prime preziose come l'ambra di provenienza baltica, intercettata lungo la via adriatica I 300 reperti di scavo in mostra provengono dalle principali aree archeologiche protostoriche della regione e da alcuni importanti siti lungo la rotta adriatica. In qualche caso anche inediti, e preziosi, come alcuni dischi aurei da Roca o gli ornamenti in ambra, avorio e pasta vitrea da ricche sepolture delle èlites locali, documentano le relazioni ad ampio raggio tra Micenei e comunità locali. I contatti instauratisi determinarono lo scambio di beni e materie prime, e di conseguenza la circolazione di modelli culturali, con forte presa nella struttura sociale ed economica dell’ambiente indigeno. In esposizione anche alcuni esemplari di ceramica micenea del Museo di Arte cicladica di Atene.

L'evento espositivo è promosso da: Ministero per i Beni e le Attività culturali - Direzione Regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Puglia - Soprintendenza per i Beni archeologici della Puglia e Comune di Bari - Assessorato alle Culture, con il contributo finanziario della Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia in collaborazione, tra gli altri, con le Università di Roma "La Sapienza", di Foggia, del Salento e l'Istituto di Studi sulle Civiltà dell'Egeo e del Vicino Oriente - CNR Roma



"Ambra per Agamennone. Indigeni e Micenei tra Adriatico, Ionio ed Egeo"
Bari, Palazzo Simi e Museo civico - Fino al 16 ottobre 2010

PALAZZO SIMI - Centro operativo per l'Archeologia , strada Lamberti 70122 BARI
Infotel 080.5275451 http://www.archeopuglia.beniculturali.it/ palazzo.simi@beniculturali.it

MUSEO CIVICO
- Strada Sagges, 13 - 70122 Bari
Tel. 080/5772362 - 5214126 - Fax 080/5772362 museo.storico@comune.bari.it

ARTE & leonardo basile - promoting art and culture