I Beni culturali allo sfascio
Lanciamo l'allarme dei beni culturali Giovanna Melandri risponde a Stefano Milani Nel 2001, quando uscì dal portone dei beni culturali senza più la giacca da ministro perché il governo era passato a Berlusconi, lasciava un paese molto diverso, un mondo della cultura, con problemi, certo, ma non sfibrato e sfiduciato com’è oggi. Giovanna Melandri riprende tra le mani un filo mai – garantisce – spezzato: Dario Franceschini le ha affidato il compito di rilanciare un’azione politica culturale del Pd. E lei entra in gioco in una settimana movimentata dal caso Settis: il professore, da altri, si è dimesso da presidente del Consiglio superiore dei beni culturali perché dissente dalle strategie del governo e rivendica il diritto di poterlo dire pubblicamente. La deputata parte da qui mentre organizza via telefono dal suo ufficio un passaggio per la figlia in un angolo di Roma e premette: «prima voglio ringraziare per quanto ha fatto l’ex ministro ombra Cerami». Partiamo però dal caso Setti...