I Colori in movimento di Giuseppe Sciancalepore

Mostra d’Arte contemporanea di Giuseppe Sciancalepore presso il Museo PINACOTECA MICHELE DE NAPOLI di Terlizzi dal 11 al 30 agosto 2017 . Curata da Mara Germinario la mostra riceve il Patrocinio dell'Amministazione comunale; verrà inaugurata l'11 agosto 2017 alle ore 19,00

Scrive Mara Germinario : “Colori in movimento” di Giuseppe Sciancalepore è una mostra personale che dirige gli sguardi verso pensieri lontani. Contestualizzare il tutto in un istituto culturale dal forte valore come la Pinacoteca De Napoli di Terlizzi crea una suggestiva cornice d’insieme data dalla mescolanza di beni storico-artistici e arte contemporanea. 

Fino a che punto si possa spingere l’intrecciarsi di trame tra passato e presente non è definibile con un limite segnato in chiaro. Tuttavia è certo che, in questo caso, l’uno stia creando valore per l’altro in una logica di gioco dove entrambi i giocatori restano soddisfatti dallo scambio. Cerchiamo, ora, di capire quale sia l’oggetto dello scambio che avviene in quelle sale. Da un lato, l’ammaliante patrimonio della Pinacoteca ci offre il valore dell’eredità culturale. Dall’altro, il processo di creazione di valore è in fieri. Sicuramente non è ancora definibile un valore storico ma, senza ombra di dubbio, dietro le pennellate di Giuseppe Sciancalepore si riconosce il valore del presente.Parlo di un valore non oggettivabile in parametri definiti aprioristicamente. Con “valore del presente” intendo indicare il valore che esiste negli occhi di chi guarda l’arte. 

Il critico d’arte potrebbe dire che i quadri di Giuseppe Sciancaleporesi colleghino alla discendenza degli artisti afferenti alla corrente nucleare relativa all’era atomica [1951]. Un legame esiste ed è evidente se si pensa al loro universo atomico; ma al contempo esiste un confine di distacco netto dalla corrente: il nostro pittore non considera la forza dell’atomo come punto di distruzionema come vita. Nei suoi quadri i pianeti, le stelle, i meteoriti non sono masse oscure ma luminose fonti di vita primordiale. L’occhio non fugge dai colori, sapientemente intrisi di tocchi caldi e freddi a seconda degli usi, ma è totalmente attratto da quei fulcri di energia pulsante. Pennellate non casuali quelle di Giuseppe Sciancalepore, pittore che colpisce la tela senza esitazione puntando direttamente a dare forma alle astratte idee che affollano la sua mente creativa. Le forme che ne derivano sono frutto di un attento studio visibile sulle realistiche forme dei pianeti o delle costellazioni.

A rendere uniche le sue opere, però, non sono le parole di un critico o di un soggetto chiuso nella sua singolarità. Unico è ciò che i suoi tratti riescono a trasmettere quando gli sguardi si posano e i pensieri iniziano a viaggiare. Quello che le sue astuzie ci concedono sono tracce. Tracce di ricordi legati alla famiglia, -punti visibili solo ad occhi attenti da cui tutto ha origine. E il pittore si assicura che questi segni restino indelebilmente scalfiti nell’immensità dell’universo. Come la mente dirige i propri desideri verso l’ignoto quando guarda le stelle cadere e illuminare le speranze, allo stesso modo il pittore ci chiede di lasciare che l’arte svolga la sua funzione catartica. Ci chiede di non interrogarci su cosa si stia guardando, su quale sia il senso di tutto ciò, e di lasciare che i colori ci appaghino la mente e che si possa sospirare sollevati davanti ai suoi quadri, per creare un’atmosfera in cui gli animi possano perdersi e ritrovarsi all’unisono guidati dalla sinfonia di atomi vibranti." -  

    

orario: dal martedì al sabato ore 10.00-13.00 / venerdì e sabato anche ore 16.00 – 19.00
(catalogo della mostra Edizioni Pegasus)
Pinacoteca De Napoli, c.so  Dante, 9 - Terlizzi
info@pinacotecadenapoli.com

www.sciancalepore.jimdo.com – sciancalepore.giuseppe63@gmail.com
 tel 0803542836 - 3408432775

Commenti

Post popolari in questo blog

L’Accademia Teatro alla Scala e PINKSIE THE WHALE presentano un balletto ispirato a Pinksie, la balena rosa.

Nasce a Brescia un nuovo grande Festival di Fotografia.

Visita alla casa-studio di Sauro Cavallini