nagla - five painting exhibitions

Domenica 16 luglio 2017 Donna Bianca riapre e amplia il suo spazio espositivo, portando da due e cinque le sale dedicate alle mostre, ospitando nagla, rassegna dedicata alla pittura contemporanea. Massimo Dalla Pola, Samuele Mello, Massimo Pasca, Milena Sgambato e Agnese Skujina sono i cinque artisti invitati ad “abitare” le stanze e gli spazi dello storico palazzo a Specchia (LE).


Cinque artisti, cinque mostre personali, cinque stili profondamente diversi, si confrontano nelle stanze e negli spazi un tempo cuore della produzione agricola di Palazzo Coluccia, oggi b&b Donna Bianca.

Massimo Dalla Pola (Paint it black), tre anni dopo la personale Sotto i cieli d’Europa, ci propone un altro tipo di viaggio, attraverso il mondo, portandoci di fronte a luoghi e monumenti che sono simbolo della grandezza e dell’autoritarismo del potere, che sia politico o economico, ma al contempo anche della sua intrinseca caducità. 

Una casa senza padrone, un regno senza re, un cane a più teste che lottano per una sola bistecca: questo è l’uomo protagonista dei lavori, su tela e su carta, di Samuel Mello (Cerbero). Un essere dai molteplici, nascosti e piccoli io che sono pronti, ad ogni sollecitazione esterna, in ogni istante, a prendere il controllo.

Un processo creativo ben visibile, anche a prodotto artistico finito, un segno istintivo, dionisiaco, apparentemente caotico, ma che attraverso una sorta di catarsi giunge sempre a una risoluzione, definiscono il mondo e le opere, in bilico tra pop art e fumetto, di Massimo Pasca (Una specie di manìa telestica).

Intime ma universali sono le figure femminili protagoniste dei lavori di Milena Sgambato (Feritoie), dai volti sfuggenti o addirittura invisibili, donne la cui quasi impercettibile essenza è subordinata alla loro semplice e innegabile presenza, che riusciamo a cogliere come se le stessimo spiando. 

Agnese Skujina (Intorno al lago), infine, ci accompagna in un’anomala gita lacustre, attraverso una natura magmatica, a volte spettrale, che esprime la sua potenza primigenia attraverso un uso del colore che lascia intendere che quell’ “intorno” potrebbe essere anche un “sopra”, un “sotto”, un “dentro”, fino al punto da non comprendere se siamo noi a girare intorno allo specchio d’acqua o viceversa. 

Questi i protagonisti di nagla, parola léttone che significa “chiodo”, come i chiodi necessari a fissare le opere sulle pareti, ma soprattutto come le centinaia di chiodi che tempestano muri e volte, usati un tempo per l’essicazione del tabacco. Un passaggio fra passato, presente e futuro, una mutazione di funzionalità di un semplice, appuntito, strumento. Per queste ragioni nagla diventerà presto una realtà a sé stante, identificherà anche in futuro questi spazi e si prenderà cura delle attività espositive e culturali che vi avranno vita. Questo è solo il primo chiodo.



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