Dennis Fazio e Ezio Mazzella: La forma e la sintesi

Mentre la scultura di Dennis Fazio (nato a Melbourne nel 1963 e residente a Pieve di Teco, Imperia) presenta una serie di silhouettes di legno scolpito e levigato, allungate, dalle forme sinuose ed ellittiche, filiformi ed elegantemente stilizzate, la pittura di Ezio Mazzella (nato a Milano nel 1936 e ivi residente) si gioca tutta tra una gestualità espressionista dinamica e decisa, che può richiamare alla memoria il magistero di Vedova o di altri protagonisti dell’Action Painting come Kline o De Kooning, e una sapiente costruzione di spazi virtuali, immaginari, fatta di piani che si sovrappongono, intersecano, di vaga reminescenza proto-cubista, con una tavolozza calda, intensa, decisa in cui si privilegiano le ocre, i gialli, i rossi, le terre.
 
Il maturo pittore milanese giunge a questi traguardi dopo aver praticato per decenni una solida pittura figurativa dalla pennellata pastosa e dalla sintesi decisa delle forme, dichiaratamente debitrice dell’esperienza di Ennio Morlotti. Verso la fine degli anni novanta Ezio Mazzella varca il rubicone della figurazione per addentrarsi nei territori dell’astrazione pura, rivelando un’inquietudine e una vocazione alla ricerca fino ad allora forse insospettabili. Allo stesso modo la scultura del più giovane artista ligure nasce da una matrice figurativa in cui un processo di sintesi formale trasforma delle figure femminili ad un puro gioco di forme allungate allusive ed elusive.
 
Entrambi gli artisti fanno tesoro dell’esperienza acquisita in tanti anni nell’arte della composizione e della distribuzione degli equilibri delle forme, per giungere, grazie all’abbandono della componente figurale, ad una essenzialità e ad una efficacia inedite. Ed è come se assistessimo al prodigio di vedere materializzarsi, davanti ai nostri occhi, l’essenza dei paesaggi e delle nature morte dipinti nei decenni precedenti da Mazzella o delle figure dipinte o scolpite da Dennis Fazio. E l’astrazione rivela il suo etimologico significato primigenio di ‘distillato’ della figurazione. - Virgilio Patarini

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