Woman in gold ovvero Ritratto di Adele Bloch-Bauer di Gustav Klimt

Negli Usa (scrivono) è stato un grande successo, ora giunge in Italia (da domani) il film di Simon Curtis ed interpretato dalla Mirren, "Woman in gold" (traducibile in 'la donna in oro' ma a me piace più 'la dama in oro').
Il film narra la vicenda (straordinaria) di Maria Altmann (Dame Helen Mirren), che 60 anni e più dopo la fuga in America dall'Austria, con il marito, per salvarsi dalle persecuzioni naziste, intraprese nel 98' una battaglia legale, grazie all'aiuto di un giovane e intraprendente avvocato, anche lui di origini austriache, Randy Schoenberg (interpretato da Ryan Reynolds), nipote fra l'altro del grande compositore Arnold Schoenberg, per riavere parte dei beni della sua famiglia depredati dai nazisti, fra i quali il "Ritratto di Adele Bloch-Bauer" (zia di Maria), capolavoro di Klimt, considerato "la Monna Lisa austriaca".
“Woman in gold è un racconto che, servendosi dell’involucro del biopic, riesce a mettere in piedi di una ricostruzione storica non fine a se stessa. La tematica della memoria della Shoah, di cui il cinema parla spesso in modi differenti, viene inglobata qui nei panni di una coppia inusuale, un giovane avvocato e un’anziana signora. Il passato e il presente, Vecchio e Nuovo Continente, tradizione e progresso, dialogano costantemente già dalle prime evocative immagini del film, in cui dal pennello dorato di Klimt si passa alla grandezza di file di case che si perdono nella vastità di un campo lungo. Nella storia, Curtis usa sapientemente il pretesto dell’arte per far comunicare le due parti, articolando così una riflessione più ampia sul pesante bagaglio storico del Vecchio Mondo. E ancora una volta, è l’America a mettere ordine e portare giustizia, laddove il Vecchio Continente ancora intriso di  una strana forma di tradizione pregna di pregiudizio, non riesce ad agire.(..)"

Post popolari in questo blog

L’Accademia Teatro alla Scala e PINKSIE THE WHALE presentano un balletto ispirato a Pinksie, la balena rosa.

Nasce a Brescia un nuovo grande Festival di Fotografia.

Visita alla casa-studio di Sauro Cavallini