Space Appeal. Il richiamo siderale

Il richiamo siderale nell'arte a Paratissima, con i poster della Nasa su avveniristici viaggi cosmici e le opere, tra gli altri, del visionario illustratore olandese Karel Thole, dell'artista astronauta Michael Najjar e dell'uomo delle stelle Gilberto Zorio.

Astronavi arenate, eclissi elettriche, alieni fluo, lune ipertrofiche e galassie effervescenti: Paratissima - nell'edizione numero 12 "To the Stars" - esplora le molteplici declinazioni del cosmo nella mostra "Space Appeal. Il richiamo siderale", a cura di Francesca Canfora, direttore artistico di Paratissima, e Cristina Marinelli

Il cielo è da sempre la massima ambizione dell'uomo. Da secoli, ammaliati dall'incommensurabile vastità dell'universo, ci si interroga sulla presenza di altri pianeti abitabili e sull'esistenza di forme di vita aliene. Cinema, letteratura, arti visive e ogni forma di creatività è stata messa al servizio del più grande dei sogni: arrivare alle stelle. 

In "Space Appeal" alcuni artisti giocano con le orbite e gli elementi del cielo, come Mauro Benetti ed Edoardo Romagnoli che hanno eletto la luna a loro soggetto ricorrente, entrambi ammaliati dal suo fascino alchemico. L'oscuramento del disco solare, che riunisce in sé la luce e le tenebre, è interpretato invece dall'eclissi di Giovanni Albanese nella grande installazione forgiata in ferro e lampadine fiammeggianti. La stella, come figura cosmica e atavica, è indagata con un’accezione universale e assoluta in modo costante nel lavoro di Gilberto Zorio, tra i principali esponenti dell'Arte Povera. I corpi celesti a cui invece volge lo sguardo Michael Najjar sono di tutt’altra natura: il fotografo tedesco non si vuole limitare semplicemente a scrutare lo spazio, ma desidera esplorarlo concretamente. Dal 2012 Najjar svolge un training da astronauta per diventare infatti il primo artista a lasciare la Terra per compiere un volo suborbitale. Da chi ambisce ad andare nello spazio si passa a chi è stato pioniere della conquista del cosmo ed eroe dell'immaginario collettivo: le “White Icons” di Daniele D'Acquisto ritraggono Jurij Gagarin, primo uomo nello spazio nel 1961 e Neil Armstrong, primo essere umano a posare piede sulla Luna nel 1969. Jules Verne, con più di un secolo di anticipo, ha prefigurato la grande impresa dell’allunaggio con il suo romanzo “Dalla Terra alla Luna”, da cui sembra direttamente tratta la navicella spaziale di Mario Pandiani, di chiara matrice steampunk, giocata tra anacronismo e tecnologia.

Così come l'uomo è andato sulla luna, forme di vita aliena sono giunte fin sulla terra, secondo il concetto di pluralità dei mondi abitati. Da angoli bui della mostra emergono così luminescenti creature extraterrestri, gli Ibernauti di Andrea Marini. Testimonianza di un'ipotetica e silente invasione aliena sono anche i siluri fusiformi e i levigati globi spaziali di Raffaele Fiorella, precipitati da un ignoto altrove. Ben note sono invece le fattezze della scultura di Luisa Valentini, che cita l'astronave di Star Trek, pietra miliare del genere sci-fi.  

Fenomeno pop nella diffusione della letteratura fantascientifica è stata la collana editoriale Urania, le cui copertine sono state realizzate dal visionario illustratore olandese Karel Thole. Dalle interpretazioni più o meno immaginifiche degli artisti si passa alla mappatura dello spazio di Leonardo Orazi, astrofotografo che restituisce rappresentazioni oggettive dell'universo con sofisticate apparecchiature e tecnologie. Le geografie siderali sono anche al centro delle opere di Enrico T. De Paris e Dario Goldaniga, che disegnano traiettorie complesse in uno spazio impalpabile, metafora della quotidiana corsa dell'uomo verso l'infinito. Delle grafiche dal gusto retrò edite dalla Nasa raffigurano invece, tra il serio e il faceto, un'immaginaria campagna pubblicitaria volta a promuovere ipotetici e avveniristici viaggi cosmici.

Nell'attesa di un Grand Tour interplanetario rimane aperta la domanda su come sopravvivere a quelle smisurate distanze astronomiche, per cui non basterebbe una vita intera. La risposta è forse nell'Ipersonno in cui si trova l'uomo racchiuso nella capsula iperbarica dai Santissimi, ibernato in modo tale da sopravvivere immutato ai viaggi spaziali altrimenti intergenerazionali. Settimo cielo prefigura così per l'umanità un nuovo stadio, in cui la conquista dello Spazio porta con sé un altro incredibile traguardo, cioè il dominio sul Tempo. 


Grazie alla collaborazione con Club To Club, la mostra è stata sonorizzata dagli studenti del corso di Sound Design di IED Visual Communication Milano. La soundtrack è resa fruibile grazie al supporto tecnico di Red Bull. 

In mostra anche i contributi documentali de La Stampa e del Mufant, MuseoLab del Fantastico e della Fantascienza di Torino.

Gli artisti in mostra: Giovanni Albanese, Mauro Benetti, Daniele D'Acquisto, Enrico T. De Paris, Raffaele Fiorella, Dario Goldaniga, Andrea Marini, Michael Najjar, Leonardo Orazi, Mario Pandiani, Edoardo Romagnoli, Santissimi, Karel Thole, Luisa Valentini, Gilberto Zorio


Paratissima 
2-6 novembre 2016
Torino Esposizioni, corso Massimo D’Azeglio 15 
Ingresso: giornaliero, 3 euro - abbonamento 5 giorni, 5 euro - under 18 free
Info
T: 011.2073075 o 345.3183971 
W: www.paratissima.it – E: info@paratissima.it 

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