Il Remake di Lorenzo Madaro sull'arte contemporanea degli ultimi cinque anni

Critici d’arte, storici dell’arte, artisti storicizzati e giovani promesse ormai consolidate nel panorama nazionale e internazionale, collezionisti, mercanti, galleristi, direttori di museo: Remake (pp. 115, A100 Edizioni) vuole rappresentare una sintesi panoramica – che in quanto tale non pretende esaustività alcuna – su alcune realtà e situazioni che si sono affacciate in Italia, e in Puglia soprattutto, nell’ultimo quinquennio. 

In alcuni casi si tratta di analisi e cronache in presa diretta, nate durante il lavoro giornalistico dell’autore, collaboratore dell’edizione pugliese di Repubblica; ci sono poi i dialoghi con alcuni artisti – Francesco Arena, Luigi Antonio Presicce, Mat Collishaw, Costas Varotsos, Sarah Ciracì, Fernando De Filippi, Kengiro Azuma, Hidetoshi Nagasawa –, di cui Madaro ha seguito il percorso in diverse OCCASIONI, per poi giungere a veri e propri resoconti di alcune rassegne espositive visitate negli ultimi anni in diverse città e ai testi che hanno accompagnato alcune mostre personali ordinate in tempi recenti. 

Una panoramica, dicevamo, che riguarda anche alcune figure della critica d’arte – da Gillo Dorfles a Peppino Appella, da Achille Bonito Oliva a Lorenzo Canova –, che attraverso i dialoghi con l’autore hanno raccontato esperienze e declinato i metodi della disciplina. Metodi e ragioni della critica d’arte, ricerca prettamente artistica, collezionismo, mercato: sono diversi gli argomenti trattati in questa panoramica. Perciò una basilare divisione in capitoli tematici è stata necessaria per una fruizione più semplice di queste pagine. 

Nel libro vi sono poi diverse tracce sulla Puglia contemporanea, la regione in cui chi scrive opera con continuità, collaborando con istituzioni pubbliche e realtà private. Una breve passeggiata tra i progetti e i luoghi più dinamici, ripercorrendo – seppure brevemente, per ovvi motivi di spazio – le finalità di alcuni luoghi specifici: dal MUST di Lecce alla Fondazione Pascali di Polignano, alla Fondazione Noesi di Martina Franca, per poi passare alle gallerie d’arte e ad alcune rassegne che in questi anni hanno contrassegnato un paesaggio mutevole ormai meritorio di un’attenzione mirata da parte degli addetti ai lavori.

“E qui subentra un altro aspetto del nostro autore, il ruolo di critico e curatore. Secondo quanto diceva Alighiero Boetti, il curatore deve aiutare gli artisti a realizzare i sogni impossibili, Madaro ha già al suo attivo la curatela di interessanti mostre in spazi pubblici e privati. Molto apprezzato il volersi muovere sui territori trasversali del linguaggio, sino a non attribuire all’età anagrafica degli artisti da lui coinvolti un valore assoluto, sono giovani o meno giovani, affermati, in via di affermazione o “dimenticati”, Madaro bada solo alla qualità dell’opera. Accompagnato da una grande curiosità, tiene moltissimo a frequentare l’artista, ad avere con lui CONTATTI quasi quotidiani, a frequentare gli studi; fa con gli artisti viaggi di lavoro e di piacere, segue da vicino l’evolversi e il nascere delle opere, discutendone il pensiero, mai restandone “fuori”. Una figura di critico e curatore aperto, colto e passionale, la pratica dell’amicizia con l’artista, lo rende un prezioso compagno di viaggio, un “fiancheggiatore” dell’artista, un complice che entra nelle complesse procedure di elaborazione di un’opera seguendone spesso l’iter dalla gestazione alla nascita dell’opera […]”.

(dalla prefazione del libro, a firma di Rosalba Branà, direttrice della Fondazione Pascali di Polignano a mare)

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