Flash Art vi aspetta nel proprio stand (Z4) ad Art Basel. Anche con il nuovo Art Diary

Flash Art, la più importante rivista internazionale d'arte contemporanea, invita i propri lettori (e non) a visitare lo stand della  stessa, presente ad Art Basel 2015 - una delle più importanti fiere d'arte moderna e contemporanea del mondo, quest'anno dal 18 al 21 giugno - dove sarà possibile trovare il nuovissimo Art Diary internazionale, che quest’anno ha inglobato anche Art Diary Italia (in modo tale da avere tutti gli indirizzi italiani unitamente agli indirizzi di tutto il mondo). 

E poi se volete rilassarvi e utilizzare una ottima caffetteria, anche accessibile, visitate la Fondazione Beyeler con una grande bellissima mostra di Paul Gauguin e (per chi ama la pittura) una imperdibile di Marlène Dumas.

Ma ecco in sintesi il sommario di Flash Art Italia:

Jannis Kounellis: Un supplemento speciale per ripercorrere la carriera dell’artista, in occasione della sua partecipazione alla Biennale di Venezia e della sua grande mostra antologica alla Galleria Christian Stein.

Paolo Scheggi: Riproposta la sua partecipazione alla Biennale di Venezia del 1966. Intervista a Franca Scheggi Dall’Acqua, moglie dell’artista scomparso e membro del comitato direttivo dell’Associazione Paolo Scheggi. 

Speciale Biennale di Venezia:
Riccardo Venturi investiga i “Cinema a luci solida” di Fabio Mauri.
“I Cinema a luci solida non hanno conosciuto la fortuna e le metamorfosi degli schermi di Mauri. Nondimeno quest’opera, definita dall’artista una estroflessione cristallizzata dello schermo, entrano in risonanza con gli schermi così come con i paralumi e le proiezioni”.

Elfi Turpin ci guida tra gli “spettri” di Elisabetta Benassi.
Se la nozione di spettro viene affrontata qui in modo esplicito, essa attraversa comunque tutta l’opera di Elisabetta Benassi, intessuta com’è da un’orda di fantasmi di cui essa organizza gli incontri impossibili”. 

Liam Gillik racconta l’opera di Heimo Zobernig.
Con il lavoro di Heimo Zobernig percepiamo sempre che dovremmo anche noi arrenderci ma, nel frattempo, c’è un’altra possibilità, un nuovo modo di vedere la ridicolaggine di perseguire il ruolo dell’artista e un altro modo di affrontare il nuovo giorno”.

Viviana Birolli intervista Céleste Boursier–Mougenot.
“Il Padiglione per la Biennale è aperto alla circolazione e agli elementi, concepito per essere un luogo ospitale, in cui si ha voglia di restare […]”.

Daniela Ambrosio dialoga con Jasa.
“In arte non solo non abbiamo la possibilità di dire apertamente “…ehi, va a quel paese, non ho assolutamente idea cosa significhi tutta questa merda che ho fatto venir fuori…”. Dubbi, crisi, depressione, black out…sono tutte parti del procedimento”.

L’opera “anonima” di André Komatsu indagata da Samuele Menin.
“…il collasso, la rottura, il fallimento, il contrasto naturale/artificiale, azioni che hanno luogo entro vecchie strutture, regole e sistemi, sono i meccanismi per risvegliare il mondo al presente”. 

Brand New: 
Marcello Maloberti intervista Alessandro Agudio.
“Molto figo, molto bello, molto giusto, molto club”.

Daniele Milvio raccontato da Rita Selvaggio.
“In libero dialogo con la storia dell’arte, anche se poi è possibile che se ne perdano i possibili rimandi e la dimensione narrativa, quello di Daniele Milvio è un fare che, tra un certo gusto archeologico, forme arcaiche e cliché visivi, procede per accostamenti”. 

Recensioni: 
Milano: Pietro Roccasalva, Cory Arcangel, Juan Munoz, Billy Childish, Hidetoshi Nagasawa, Ronald Ventura, Marcello Jori; Napoli: Josh Smith/Terry Winters, Michael Staniak; Bologna: Franco Vaccari/Sania Ivekovic; Modena: Salvo; Venezia: Slip of the tongue.

Non perdete La storia dell’arte di Marcello Jori
Flash Art vi aspetta... E buona Basilea, con le sue molteplici fiere, le numerosissime mostre che noi in Italia NON VEDREMO MAI.

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